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Il bambino e il ruolo educativo dell'insegnante

 

Con l’inizio della scuola il bambino entra in una diversa fase della sua vita che lo vede coinvolto in nuove attività e in nuovi impegni, ma soprattutto in nuove e significative relazioni.
Ed è proprio nella scuola che il bambino, per la prima volta, incontra delle nuove figure che esercitano un ruolo educativo nei suoi confronti, che si affianca e a volte sostituisce quello genitoriale.
Così accade che gli insegnanti diventino per il bambino dei nuovi modelli di riferimento con i quali potersi confrontare, che forniscono loro non soltanto delle conoscenze e degli strumenti utili per la l’apprendimento, ma anche dei mezzi per comprendere meglio e mettere ordine a ciò che egli già conosce del mondo esterno alla sua famiglia.
Solitamente accade che, con l’ingresso del bambino nella scuola, in una prima fase egli rimanga maggiormente incuriosito dai nuovi insegnanti rispetto ai suoi compagni di classe, nel tentativo di capire chi essi siano, cosa attendersi da loro e quali possono essere le richieste che gli verranno fatte.
Nella costruzione di tale nuovo rapporto, per il bambino non è difficile comprendere e a volte rimanere un po’ intimoriti dall’autorevolezza del ruolo degli insegnanti, la quale sembra essere strettamente legata alla loro disponibilità nel fornire al bambino spiegazioni e motivazioni chiare di ciò che gli viene insegnato, in modo simile a ciò che avviene all’interno del suo rapporto con i genitori.
Così gli insegnanti, insieme alle figure genitoriali, accompagnano il bambino nel suo percorso di crescita e di sviluppo, attraverso il quale egli impara a conoscere sé, ad esprimersi e ad entrare in relazione con gli altri.
Nel loro ruolo è possibile rintracciare sempre una forte componente affettiva manifestata nel rapporto con il bambino, con la quale essi rispondono al suo bisogno di crescita e di conoscenza. Tale risposta premurosa dell’insegnante conduce a sua volta il bambino a legarsi e lui e spesso ad identificarsi con lui, anche in virtù della fiducia e dell’ammirazione che egli impara a provare nei suoi confronti.
Solitamente, in tale processo di identificazione, il bambino tende ad essere maggiormente incuriosito dagli insegnanti che esprimono degli ideali e dei modelli educativi differenti da quelli dei suoi genitori, ciò non solo per compensare delle eventuali carenze educative, ma anche per trovare anche all’esterno del suo sistema familiare delle importanti risorse che possano sostenerlo nella sua crescita.

Dott.ssa Vittoria Luciani
Psicologa

 
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