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Bambini sensibili ed irritabili

 

Accade spesso che alcuni bambini si dimostrino ipersensibili e molto reattivi a tutto ciò che gli viene detto e ad ogni giudizio negativo o rimprovero espresso nei loro confronti.
Questi bambini tendono ad adombrarsi facilmente quando non si sentono accettati in ciò che dicono e ciò che fanno, o quando non riescono a trovare un punto d’incontro con i loro compagni di giochi, reagendo spesso con una forte aggressività, o al contrario isolandosi nel gruppo dei pari o all’interno della loro famiglia. A volte non è facile divertirsi con loro, perché i giochi, gli scherzi e le prese in giro possono offenderli facilmente.
Solitamente accade che con l’ingresso nella scuola elementare, alcuni bambini si dimostrino più sensibili di altri, proprio perché iniziano a vivere e a costruire le loro prime relazioni fuori del contesto familiare: in questo nuovo ambiente, meno protetto di quello della loro famiglia, essi imparano ad essere più autonomi, a tollerare le frustrazioni e a ricevere delle attenzioni  che non sono solo per loro, ma che vanno condivise anche con gli altri bambini.
Con la crescita e con lo sviluppo, questa eccessiva sensibilità di alcuni bambini tende comunque a scomparire, mentre per altri può rimanere un tratto distintivo della loro personalità. Ma da cosa può avere origine questa ipersensibilità? Per alcuni di loro, essa può far parte della loro costituzione: molti bambini, fin da piccoli, si dimostrano subito reattivi a tutto ciò che gli accade intorno, come se fossero predisposti a reagire prima e a rispondere subito agli stimoli esterni. Per altri può avere origine da un forte vissuto di insicurezza e di scarsa fiducia nelle proprie capacità, cosicché ogni giudizio espresso nei loro confronti non può far altro che aumentare la loro sfiducia ed il loro smarrimento. Per altri bambini ancora, che sono stati protetti e viziati all’interno della loro famiglia, spesso l’ipersensibilità può nascere da una loro difficoltà ad adattarsi a situazioni nuove, nelle quali non sono più al centro delle attenzioni di tutti e non vengono più soltanto premiati e lodati, ma anche rimproverati per i loro comportamenti inadeguati.  In tutte queste situazioni, è compito di ogni genitore insegnare al proprio figlio a tollerare le possibili frustrazioni che egli può incontrare nel corso della sua crescita, per aiutarlo a sentirsi più sicuro ed autonomo e per sostenerlo nella costruzione della sua autostima.

Dott.ssa Vittoria Luciani
Psicologa

 
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