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Lo spasmo affettivo nei bambini piccoli

 

Lo spasmo affettivo è una situazione che può presentarsi nei primi anni di età del bambino. In seguito ad una frustrazione o uno spavento, il bambino ha un pianto irrefrenabile che lo conduce ad una apnea momentanea e successivamente ad uno svenimento.
Il bambino contestualmente può manifestare l’irrigidimento degli arti o dei movimenti clonici che possono far pensare ad una crisi convulsivo o epilettica. In realtà lo spasmo affettivo è in genere volontario e non ha ricadute dal punto di vista neurologico. Una volta svenuto il bambino riprende a respirare autonomamente e l’episodio si risolve in pochi secondi.
Quello che sicuramente provoca è un forte spavento nei genitori o in chi assiste all’episodio. A volte vengono effettuate delle manovre del tutto inutili (come mettere il bambino a testa in giù oppure dare dei colpi sulla schiena); quello che viene consigliato di fare è rimanere calmi! Successivamente sarebbe bene effettuare una visita neuropsichiatrica o neurologica per accertarsi che si tratti di uno spasmo affettivo e non  di una crisi convulsiva. Visita che richiederà il racconto degli antecedenti dell’episodio e di come si ha reagito ad esso.
Lo spasmo affettivo può essere di due tipi con differenti cause:
- La forma blu (la più frequente) è caratterizzata da una perdita di coscienza che compare successivamente ad un rimprovero, una frustrazione o una forte emozione. Il bambino singhiozza compare una cianosi e successivamente sviene. Solitamente i bambini che soffrono di questa forma sono considerati attivi, dominanti e indipendenti
- La forma pallida (la meno frequente) avviene successivamente ad un evento sgradevole: un improvviso dolore, una caduta o un grosso spavento. Il bambino lancia un piccolo grido, impallidisce e sviene. I bambini che soffrono di questa forma sono considerati timidi, remissivi e a volte passivi.
Abitualmente il bambino ha sempre lo stesso tipo di crisi, e soprattutto tendono a ripetersi. Il bambino dopo il primo esordio si rende conto di aver creato nei genitori una grossa reazione e per questo sa di avere in scacco la famiglia. Solitamente si assiste ad una sorta di copione che il bambino riesce a mettere in atto. Lo fa sempre con lo stesso spettatore che può essere la mamma, tutti e due i genitori o familiari molto stretti. Più raramente avviene in altri posti come l’asilo nido o la scuola dell’infanzia. E’ per questo importante individuare la relazione tra bambino e il personaggio sensibile, che in genere fa di tutto per evitare che lo spasmo avvenga. Innescando però delle reazioni secondarie che potranno portare a ricattare continuamente il genitore.
Per questo è importante spezzare la catena degli eventi, consigliando ai genitori di stare calmi e quando il bambino è più grandicello, lasciarlo solo quando si percepisce stia provocando lo spasmo. Togliere la possibilità di interpretare il suo ruolo drammatico è una delle manovre consigliate.
I genitori possono affrontare una breve consultazione psicologica per esprimere liberamente le loro angosce  ridefinire il momento familiare che stanno vivendo. Lo spasmo affettivo generalmente si risolve intorno ai 3- 4 anni, perciò i genitori hanno bisogno di essere sostenuti nel comprendere che la situazione potrà migliorare con il tempo e se trattata accuratamente non porterà a conseguenze negative.


Dott.ssa Claudia Galbiati
Psicologa

 
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