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Tutti a tavola Che fatica portare i bambini con sé nelle grandi occasioni! Si alzano dal tavolo in continuazione per andare a giocare, rovesciano bibite e piatti da portata, giocano con ogni attrezzo possibile che trovano sulla tovaglia! Questo accade perché, a casa, il momento del pranzo e della cena vengono vissuti come un gioco. Niente di male se serve a stuzzicare l’appetito dei più piccoli ma mai dimenticare di trasmettere loro pillole di buona educazione che non facciano fare brutta figura quando si è con gli altri. Ecco qualche consiglio utile e… giocoso. In posizione. Abituiamo i bambini a stare composti ma non rigidi! Cosa significa? Per stare ben dritti all’altezza dei grandi e quindi della tavola (è il solo modo perché siano comodi e non combinino guai!) lasciamo che sistemino un cuscino sulla sedia, poi, se il bambino è un pò grandicello, è fondamentale che impugni bene le posate e che impari a chiedere di passargli questo o quello (con gentilezza!) per evitare sbilanciamenti che facciano disastri! Mette i gomiti sul tavolo? C’è un vecchio trucco perché impari giocando: provare a mangiare tenendo due libri sotto le ascelle. Ma attenti a non esagerare: va bene solo se resta un gioco! Posate come armi! Ai bambini piace giocare con gli utensili, ma rimproveriamoli se brandiscono a tavola coltelli e forchette: è pericoloso oltre che maleducato! Anche a casa si può spronarli a tenere il tovagliolo sulle gambe: all’inizio per loro può essere un gioco. Basta avvertirli che chi fa cadere la salvietta paga pegno! I bicchieri non si suonano e le bottiglie non si “spellano” della loro etichetta: piuttosto insegniamo ai piccoli a versarsi da bere utilizzando entrambe le mani e, se non sono ancora pratici, a chiedere di farlo ad un adulto (sempre con garbo!). Una volta finito di mangiare le posate vanno messe una vicino all’altra al centro del piatto. Con permesso. Non si dice più, è vero, ma almeno quando ci sono gli ospiti è molto carino che un bambino si allontani dicendo “io devo finire i compiti”, oppure “vado a giocare” rivolgendosi a loro e solo se, precedentemente, mamma o papà lo hanno autorizzato ad alzarsi da tavola. Pasticci e capricci. Il tema pietanze sgradite è sempre in agguato e diventa molto imbarazzante in casa d’altri. Allora, bisogna abituare i bambini a non usare mai espressioni di disgusto verso i cibi (davvero mai: neanche a casa!). Un modo per abituare i più piccoli a mangiare tutto, evitando brutte figure quando si va a pranzo fuori, è quello di inventare un “ingrediente magico”. Ad esempio, se al bambino non piace il pollo, gli si proporrà la maionese, dicendo: vuoi vedere che così è più buono? Oppure un altro condimento che a lui piaccia particolarmente. Al ristorante o a casa da amici, poi, non sarà difficile reperire l’ingrediente magico. Attenti solo a non esagerare se si tratta di salse un pò pesanti! Infine, ecco un riassunto del galateo della tavola, con le regole fondamentali: - Ci si siede comodi ma non scomposti - Le posate si tengono “basse” - Se non si riesce a prendere qualcosa, si chiede ad un adulto (con cortesia!) - Ci si scusa quando ci si alza da tavola se ci sono ospiti - Se qualcosa non piace, si chiede una piccola variante: più cotto, più caldo, meno sugo (ma senza esagerare!) - Si mastica molto e a bocca chiusa! - Vietato giocare a tavola!
Alla prossima puntata con un'altra pillola di "bon bon ton"
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